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Valutazione dei Rischi Aziendali

Consulenza Specialistica di Supporto alla Valutazione dei Rischi Aziendali e redazione dvr

Lo Studio AGM offre il servizio di consulenza specialistica in relazione all'attività del cliente. L'obiettivo consiste nell'individuazione dei pericoli presenti e un'accurata stima dei rischi unitamente agli interventi di protezione e prevenzione da attuare.

 

Valutazione dei rischi

  • DVR Stress Lavoro Correlato

    DVR Stress Lavoro Correlato

    Cos'è lo stress lavoro correlato


    Lo stress lavoro correlato può essere definito come la percezione di squilibrio avvertita dal lavoratore quando le richieste dell'ambiente lavorativo eccedono le capacità individuali per fronteggiare tali richieste.

    L'articolo 3 dell'Accordo Europeo dell'8 ottobre 2004 - così come recepito dall'Accordo Interconfederale del 9 giugno 2008 - definisce lo stress lavoro correlato come “condizione che può essere accompagnata da disturbi o disfunzioni di natura fisica, psicologica o sociale ed è conseguenza del fatto che taluni individui non si sentono in grado di corrispondere alle richieste o aspettative riposte in loro”

    Per questo Studio AGM aiuta alle Aziende aeseguire la valutazione di tale rischio, eseguendo la profonda valutazione con i Metodi elaborati dagli Organi Competente del territorio Italiano.
  • DVR Rumore

    DVR Rumore

    Cos'è rischio Rumore


    Il rumore all'interno degli ambienti di lavoro rimane una delle cause di malattia professionale. Ma mentre nelle epoche passate, legate alla concetrazione di cicli produttivi obsoleti e, fondamentalmente, all'assenza di cultura della sicurezza, il lavoratore aveva poche altre possibilità, oltre che adattarsi al rumore presente nel contesto lavorativo, nell'epoca attuale le cose sono cambiate: esistono, infatti, molti mezzi per attenuare il rumore, all'interno e all'esterni degli ambienti di lavoro.

    Con il D.Lgs 81 del 9 aprile 2008 e s.m.i., il legislatore ha confermato le prescrizioni minime di sicurezza e di salute attinenti all'esposizione dei lavoratori ai rischi derivanti dall'esposizione al rumore durante il lavoro. Le nuove norme tecniche UNI EN ISO 9612:2011 e UNI 9432:2011, dal canto loro, contribuiscono a far luc su alcuni punti che la normativa aveva lasciato in chiaroscuro, introducendo regole per la rilevazione dei dati e metodiche per la stima delle incertezze di misura più articolati, rispetto alle precedenti versioni.

    Appare, in ogni caso, necessario da parte degi attori del sistema sicurezza (Datori di lavoro e Responsabili del Servizio di Prevenzione e Protezione, sopratutto) contribuire alla diffusione di una sempe più responsabile consapevolezza del rischio, specie sul versante dell'aggiornamento temporale delle misure preventive, e di una capillare formazione e informazione dei lavoratori esposti, in maniera particolare in meri al corretto utilizzo dei DPI uditivi.

    La Valutazione del rischio e le misure fonometriche del rumore debbono essere effettuate, come anticipato, da personale competente, nel rispetto delle metodologie indicate nel D.Lgs del 9 Aprile e s.m.i. e della normativa tecnica (es.: UNI EN ISO "Determinazione dell'esposizione al rumore negli ambienti di lavoro" e UNI 9432:2011 "Determinazione del livello di esposizione personale al rumore nell'ambiente di lavoro".

    I Valori misurati nell'ambito delle campagne fonometriche saranno utilizzati, dal tecnico competente che effettua la valutazione del rischio rumore, determinando i livelli di esposizione personali e confrontandoli con i valori d'azione e il valore limite, specificati nel D.Lgs. 81 del 9 Aprile 2008 e s.m.i.
  • DVR Vibrazioni

    DVR Vibrazioni

    Cos'è Rischio Vibrazioni


    E' noto che l’esposizione umana a vibrazioni meccaniche può rappresentare un fattore di rischio rilevante per i lavoratori esposti. L’angiopatia e l’osteoartropatia da vibranti sono riconosciute come malattie professionali dalla Commissione dell’Unione Europea (90/326/EEC, Annex I, voci 505.01 e 505.02) e dalla legislazione del nostro Paese (D.P.R. 336/94: (i) voce 52 della tabella delle malattie professionali nell’industria; (ii) voce 27 della tabella delle malattie professionali nell’agricoltura, limitatamente alle lavorazioni forestali con uso di motoseghe portatili). Le sole osteoangioneurosi da vibranti costituiscono nel nostro Paese la quinta causa di malattia professionale indennizzata dall’INAIL.

    Tipi di Vibraziono E’ noto che lavorazioni in cui si impugnino utensili vibranti o materiali sottoposti a vibrazioni o impatti, possono indurre un insieme di disturbi neurologici e circolatori digitali e lesioni osteoarticolari a carico degli arti superiori, definito con termine unitario “Sindrome da Vibrazioni Mano-Braccio”. L'esposizione a vibrazioni al sistema manobraccio è generalmente causata dal contatto delle mani con l'impugnatura di utensili manuali o di macchinari condotti a mano.

    E’ noto che attività lavorative svolte a bordo di mezzi di trasporto o di movimentazione, quali ruspe, pale meccaniche, trattori, macchine agricole, autobus, carrelli elevatori, camion, imbarcazioni, ecc., espongono il corpo a vibrazioni o impatti, che possono risultare nocivi per i soggetti esposti. Dai numerosi studi epidemiologici pubblicati in letteratura sugli effetti dell’esposizione del corpo intero a vibrazioni (Whole Body Vibration), appare che, per quanto sia stato documentato alcuni disturbi si riscontrino con maggior frequenza tra lavoratori esposti a vibrazioni, piuttosto che tra soggetti non esposti.
  • DVR Rischio Biologico

    DVR Rischio Biologico

    Cos'è Rischio Biologico


    Gli agenti biologici sono organismi viventi (o parte di essi) di natura assai diversa che, in svariate condizioni e modalità, possono arrecare danni alla salute dell’uomo, anche negli ambienti di lavoro. Secondo la definizione del D.Lgs. 81/08 gli agenti biologici includono microrganismi, endoparassiti, colture cellulari in grado di provocare infezioni, intossicazioni e allergie. Tuttavia, in senso meno restrittivo e ai fini di una reale e completa valutazione dei rischi in un luogo di lavoro, andrebbero considerati agenti biologici pericolosi anche altri organismi, appartenenti al regno vegetale e animale, come artropodi (vasto gruppo di animali invertebrati che comprende insetti, aracnidi come ragni e zecche, crostacei ecc.), animali vertebrati, sostanze vegetali, pollini, peli e forfore animali ecc.

    La gran parte degli agenti biologici pericolosi sono comunque i microrganismi, ovvero organismi invisibili all’occhio umano, che possono essere visualizzati e studiati tramite il microscopio ed altre numerose tecniche d’indagine; non mancano però, come già anticipato, anche molti organismi di maggiori dimensioni che possono insidiare la salute dell’uomo, tra cui roditori e insetti.
  • DVR Movimentazione Manuale dei Carichi

    DVR Movimentazione Manuale dei Carichi

    Cos'è Rischio da Movimentazione Manuale dei Carichi


    Differenti comparti produttivi comportano la necessità da parte dell’operatore di effettuare attività di movimentazione manuale di carichi. Questi, fortemente eterogenei per pesi e dimensioni, possono essere movimentati seguendo modalità, geometrie e frequenze assai diversificate in base alle singole necessità lavorative. Certamente la suddetta attività implica un impegno fisico anche gravoso da parte dell’operatore, con il coinvolgimento in particolare delle strutture osteo-muscolari della colonna vertebrale.

    Proprio la movimentazione di carichi può rappresentare una delle cause favorenti l’insorgenza di disturbi e patologie a livello di tale distretto anatomico. Necessario quindi procedere ad una corretta valutazione del rischio da movimentazione manuale di carichi, al fine dell’attuazione di idonei interventi di prevenzione e protezione che vadano a mitigare, se non annullare, eventuali danni a carico degli operatori.

    Il D.Lgs n. 81 del 9 aprile 2008 dedica il Titolo VI e l’Allegato XXXIII, alla movimentazione manuale di carichi. Pur riprendendo l’impostazione del D.Lgs n. 626/94, introduce alcune significative novità essenzialmente riguardanti il concetto di patologie da sovraccarico biomeccanico, gli obblighi del datore di lavoro ed il riferimento all’utilizzo di Norme Tecniche della serie ISO 11228 o buone prassi o linee guida al fine dell’analisi e della gestione del rischio da sovraccarico biomeccanico. Il suddetto Decreto Legislativo è stato poi aggiornato dal D. Lgs. n. 106/09, comunque non sugli aspetti tecnici sostanziali né specificatamente per quanto concerne la trattazione della movimentazione manuale dei carichi.
  • DVR Movimentazione Pazienti Ospedalizzati MAPO

    DVR Movimentazione Pazienti Ospedalizzati MAPO

    Cos'è Valutazione MAPO


    L’indice MAPO non è ancora perfettamente validato ma può fornire importanti indicazioni sia per indirizzare le iniziative di prevenzione, nelle scelte di priorità che nel merito del tipo di interventi richiesti (organizzativi, di sussidiazione strumentale, formativi), nonchè per la ricollocazione di personale con giudizio di idoneità limitata. Si può applicare ogni qualvolta si voglia valutare la movimentazione manuale dei pazienti più o meno autosufficienti e ricoverati in strutture nosocomiali.
    I fattori che caratterizzano l'esposizione lavorativa sono:
    • carico assistenziale indotto dalla presenza di pazienti non autosufficienti;
    • tipo/grado di disabilità motoria dei pazienti;
    • aspetti strutturali degli ambienti di lavoro e degenza;
    • attrezzature in dotazione;
    • formazione degli operatori sullo specifico argomento:

    Carico Assistenziale


    Per la descrizione del carico assistenziale ccorre rilevare le seguenti informazioni:
    • numero di letti, precisando sia l’eventuale presenza di “letti aggiunti” sia la percentuale di letti abitualmente occupati (tasso di occupazione);
    • numero e tipo di operatori in organico nel reparto e numero di operatori addetti alla movimentazione manuale di pazienti suddivisi nei tre turni;
    • tipologia dei pazienti e manovre di movimentazione manuale abitualmente effettuate.
  • DVR Movimenti Ripetitivi OCRA, RULA

    DVR Movimenti Ripetitivi OCRA, RULA

    Valutazione dei Movimenti Ripetitivi (OCRA)

    In fase di sopralluogo vengono utilizzate check-list, riprese cinematografiche, interviste ai lavoratori e colloqui con i responsabili per la raccolta delle informazioni necessarie alla valutazione del rischio da movimenti ripetitivi e sforzi ripetuti degli arti superiori.

    Tenuto conto degli orientamenti della più qualificata letteratura sull’argomento, è possibile affermare che, per la descrizione e la valutazione del lavoro comportante un potenziale sovraccarico biomeccanico da movimenti e/o sforzi ripetuti degli arti superiori, si devono identificare e quantificare i seguenti principali fattori rischio che, considerati nel loro insieme, caratterizzano l’esposizione lavorativa in relazione alla rispettiva durata:
    1. Frequenza di azione elevata (ripetitività 1);
    2. Uso eccessivo di forza;
    3. Postura e movimenti di arti superiori incongrui o stereotipati (ripetitività 2);
    4. Carenza di periodi di recupero adeguati.
    Ad essi vanno aggiunti dei fattori “complementari” che possono essere considerati come amplificatori del rischio. Lo studio del lavoro con movimenti ripetitivi degli arti superiori, dovendo entrare nel merito di aspetti riguardanti i singoli gesti, dovrà da un lato essere fortemente dettagliato e dall’altro capace di riassumere, in una visione d’insieme dell’intero lavoro, i dati derivanti dall’analisi di dettaglio.
  • DVR Spinta e Traino (Snook & Ciriello)

    DVR Spinta e Traino (Snook & Ciriello)

    Valutazione Spinta e Traino (Snook & Ciriello)


    Come tutte le attività lavorative responsabili di determinare patologie muscolo-scheletriche, la movimentazione manuale eseguita trainando o spingendo un oggetto (generalmente un carrello), se condotta in assenza di requisiti ergonomici (condizioni non ottimali e di tempi di recupero insufficienti), può creare i presupposti per determinare lesioni a carico delle strutture degli arti superiori e della schiena.

    Oltre alle caratteristiche dei carichi movimentati nel corso di una giornata di lavoro, che comunque non rappresentano gli unici fattori in grado di condizionare lo sforzo esercitato, vanno considerate:
    • la frequenza delle azioni;
    • la forza applicata;
    • la tecnica impiegata per la movimentazione (che influenza la postura dei diversi distretti articolari);
    • la durata delle operazioni;
    • le caratteristiche individuali dell’operatore (età, sesso, abilità, esperienza, ecc.);
    • le caratteristiche ambientali in cui viene svolta l’attività lavorativa (microclima, illuminazione, ecc.);
    • l’organizzazione del lavoro (distanza da percorrere, caratteristiche del sistema di trasporto, spazio a disposizione, ecc.)


    L’entità del carico movimentato, la postura assunta, la durata richiesta dal compito e le caratteristiche dell’ambiente di lavoro condizionano il determinismo del rischio: per tale motivo è necessario approfondire l’analisi di questi fattori al fine di valutare il grado di sicurezza collegato alla movimentazione.
  • DVR Rischio Elettrico

    DVR Rischio Elettrico
    Tra le molte novità, il D.Lgs. 9 aprile 2008 n. 81 ha fornito precise indicazioni sulla valutazione del rischio elettrico, successivamente integrate e modificate, anche sostanzialmente, dal D.Lgs. 106 del 2009. Il Capo III “Impianti e apparecchiature elettriche” del Titolo III “Uso delle attrezzature di lavoro e dei dispositivi di protezione individuale” riprende e sviluppa in modo specifico gli obblighi del datore di lavoro connessi alla presenza del rischio elettrico: rilevante appare l’esplicito obbligo a carico del datore di lavoro introdotto al comma 2 dell’art. 80 (“Obblighi del datore di lavoro”), di valutare i rischi di natura elettrica tenendo in considerazione tre aspetti fondamentali:
    • le condizioni e le caratteristiche specifiche del lavoro considerando eventuali interferenze;
    • i rischi presenti nell’ambiente di lavoro;
    • tutte le condizioni di esercizio prevedibili.

    Vediamo ora come dovrà operare un valutatore del rischio elettrico, figura alla quale si dovranno rivolgere la maggior parte dei datori di lavoro che difficilmente possiederanno le competenze necessarie a valutare questa tipologia di rischio.
    Identificazione delle aree omogenee per il rischio elettrico
    Dal punto di vista metodologico il valutatore dovrà innanzitutto suddividere la realtà aziendale classificando aree omogenee per il rischio elettrico, quali ad esempio:
    1. Luoghi ordinari;
    2. Luoghi a maggior rischio in caso d’incendio;
    3. Luoghi conduttori ristretti: ossia luoghi che si presentano delimitati da superfici metalliche o comunque conduttrici in buon collegamento elettrico con il terreno e che al loro interno è elevata la probabilità che una persona possa venire in contatto con tali superfici attraverso un'ampia parte del corpo diversa da mani e piedi (es. i serbatoi metallici, scavi, ecc... );
    4. Luoghi con pericolo di esplosione: ossia luoghi in cui possono formarsi atmosfere esplosive, cioè una miscela con l’aria, a condizioni atmosferiche, di sostanze infiammabili allo stato di gas, vapori, nebbie o polveri combustibili in cui, dopo l’accensione, la combustione si propaga nell’insieme della miscela incombusta;
    5. Cabine di trasformazione MT/BT;
    6. Locali ad uso medico;
    7. Ambienti in cui si svolgono attività di zootecnia;
    8. Cantieri


    Tale suddivisione per aree omogenee di rischio elettrico prende spunto dai campi di applicazione delle varie norme CEI per la progettazione, installazione e manutenzione degli impianti (quali ad esempio CEI 64-8, CEI EN 60079-10,14,17, CEI EN 61241-10,14, CEI 11-1, CEI 0-15).
  • Calcolo Probabilità di Fulminazione

    Calcolo Probabilità di Fulminazione

    Valutazione Rischio Fuminazione


    Come riportato sul sito dell’Inail, nei luoghi di lavoro "la valutazione del rischio fulminazione, eseguita con la versione precedente delle norme CEI, va rivalutata come richiesto dal Decreto legislativo 81/2008 e s.m.i. (artt. 17 e 84), essendo in vigore dal primo marzo 2013 la nuova norma CEI EN 62305-2".

    Infatti, per gli edifici esistenti, nei quali la valutazione era stata effettuata secondo le norme precedenti, “il datore di lavoro dovrà compiere nuovamente la valutazione in conformità alla norma CEI EN 62305 – 2 e se necessario dovrà individuare e realizzare le misure di protezione necessarie a ridurre il rischio a valori non superiori a quello ritenuto tollerabile dalla norma”.

    Nei luoghi di lavoro, la valutazione del rischio di fulminazione da scariche atmosferiche, eseguita con la versione precedente della norma, deve essere rivalutata come richiesto dal d.lgs. 81/08 e s.m.i. (artt. 17, 29 e 84), essendo in vigore dal 01.03.2013 la nuova versione della norma CEI EN 62305-2. Infatti, per gli edifici esistenti, nei quali la valutazione del rischio di fulminazione era già stata effettuata in base alle norme tecniche precedenti, il datore di lavoro dovrà compiere nuovamente la valutazione, in conformità alla norma CEI EN 62305-2, e se necessario dovrà individuare e realizzare le misure di protezione finalizzate a ridurre il rischio a valori non superiori a quello ritenuto tollerabile dalla norma stessa. Una valutazione del rischio previdente fornisce degli elementi che permettono di prendere le decisioni opportune al fine di limitare i rischi in questione. Le analisi dei rischi hanno come obiettivo l'oggettivazione e la quantificazione del pericolo al quale sono esposti gli edifici, e i loro contenuti, in caso di una fulminazione diretta e indiretta. L'analisi del rischio definita nella CEI EN 62305-2 (CEI 81-10/2) garantisce un progetto di protezione contro i fulmini comprensibile per tutte le parti coinvolte (committente/datore di lavoro e valutatore) che sia ottimale sia dal punto di vista tecnico ed economico.
  • DVR Rischio d'Incendio

    DVR Rischio d'Incendio

    Valutazione Rischio Incendio

    Si ricorda che la valutazione del rischio incendio, redatta ancora ai sensi del DM 10 marzo 1998, costituisce “parte integrante del Documento di Valutazione dei Rischi (DVR) di cui agli artt. 17 e 28 del dlgs. 81 del 9 aprile 2008 e s.m.i.; il d.m. 10 marzo 1998 fornisce, infatti, sia i criteri per la valutazione dei rischi d'incendio nei luoghi di lavoro, sia le misure di prevenzione da adottare per ridurre il pericolo di un incendio o, nel caso in cui questo si sia verificato comunque, per limitarne le conseguenze”. Inoltre a valle dell'analisi preliminare dei pericoli, “che prende in considerazione per ciascuna area e reparto lavorativo la posizione in Azienda e rispetto alle altre aree di lavoro e le caratteristiche dei luoghi, la presenza di materiali infiammabili, esecuzione di operazioni pericolose e fornitura di attrezzature e dispositivi di protezione idonei, la tipologia e l'entità delle fonti d'innesco, la consistenza numerica delle persone coinvolte, nonché la possibile presenza di persone non informate delle misure di gestione dell'emergenza ed eventuali disabili, viene effettuata la valutazione dei rischi riferita a ciascuna area e reparto lavorativo”. Questa operazione permette così di “classificare l'Azienda in base al rischio d'incendio e di verificare l'adeguatezza dei luoghi di lavoro alla normativa”. Inoltre da tale classificazione deriveranno, anche gli specifici obblighi del Datore di Lavoro “per quanto concerne le modalità di addestramento antincendio della propria squadra di emergenza”. Infatti Il D.Lgs. 81/2008 stabilisce l'esigenza, una volta valutato il rischio incendio in Azienda, di “predisporre un apparato permanente composto di addetti che si occupino di: ispezionare gli ambienti di lavoro, identificarne i pericoli e agire adeguatamente in caso di sviluppo di un focolaio o, più generalmente, di intervenire al verificarsi di un'emergenza, anche se di natura diversa dall'incendio (terremoti, crolli, allagamenti, ecc.)”.
  • DVR Rischio Esplosione ATEX

    DVR Rischio Esplosione ATEX

    Valutazione Rischio Esplosione (ATEX)


    con riferimento a quanto richiesto per il settore delle atmosfere potenzialmente esplosive dalla direttiva ATEX 94/9/CE e dalla direttiva 99/92/CE, l’art. 294 del D.Lgs. 81/2008 (modificato dal D.Lgs. 106/2009) impone al Datore di Lavoro (D.L.) di effettuare l’analisi e la valutazione dei rischi specifici derivanti da atmosfere esplosive e la conseguente redazione del “Documento sulla protezione contro le esplosioni”. Tale Documento “deve riportare tra l’altro in modo chiaro le seguenti informazioni:
    • una dichiarazione del D.L. nella quale si precisa che i rischi da esplosioni sono stati individuati e valutati;
    • che i luoghi soggetti a rischio di esplosione sono stati classificati come prescritto dall’Allegato XLIX” (del D.Lgs. 81/2008).

    E la metodologia utilizzata per la redazione del documento “è demandata al Datore di Lavoro che, come per gli altri fattori di rischio, vi provvede con i criteri e metodi più idonei ed efficaci ad una azione di prevenzione e protezione”.

    Si ricorda che per effettuare la valutazione del rischio di esplosione occorre individuare i relativi pericoli e a tale scopo occorre:
    • “verificare se sono presenti sostanze infiammabili (sotto forma di gas, vapori, nebbie, liquidi, polveri e fibre);
    • valutare se i processi produttivi possono dar luogo ad atmosfere potenzialmente esplosive”.

    E una volta individuati i pericoli si deve:
    • "individuare le sorgenti di emissione;
    • valutare la probabilità che si formi un’atmosfera esplosiva e la sua durata;
    • valutare se i volumi di atmosfera esplosiva sono pericolosi;
    • valutare se esistono sorgenti di accensione efficaci e con quale probabilità;
    • valutare i possibili effetti di una esplosione (onda di pressione, fiamme e gradiente di temperatura, proiezione di materiale e sostanze pericolose) ed i danni ad essi connessi (relativi alla presenza di persone)”.

    Inoltre “a valle di tutte le attività descritte sopra, si procede alla realizzazione di misure finalizzate a evitare la formazione di atmosfere esplosive e se questo non è possibile:
    • sostituzione delle sostanze pericolose,
    • limitazione delle concentrazioni;
    • costruzione idonea, inertizzazione, utilizzo di sistemi chiusi, ventilazione, monitoraggio, pulizia;
    • ed infine si procede alla classificazione delle aree che può essere considerata una misura protettiva”.

    Altre misure possono essere finalizzate a:
    • “evitare le sorgenti efficaci: mediante la scelta delle apparecchiature (es. modi di protezione) e delle loro caratteristiche;
    • adottare misure di tipo tecnico (es. sistemi di soppressione dell’esplosione, costruzioni resistenti all’esplosione…);
    • adottare misure di tipo organizzativo (segnalazione, permessi di lavoro, procedure scritte, manutenzione programmata…).

    Alcune di queste misure devono essere attuate in maniera immediata, altre possono prevedere una tempistica diversa sempre nel rispetto delle condizioni di sicurezza”.
  • DVR Donne Lavoratrici Gestanti

    DVR Donne Lavoratrici Gestanti

    Valutazione per le Donne Gestanti

    L’entrata in vigore del D.Lgs. 81/2008, con quanto indicato all’art 28, ha ribadito ulteriormente l’autonomia e la responsabilità del datore di lavoro anche in tema di valutazione del rischio finalizzato alla tutela delle lavoratrici in stato di gravidanza.

    Dopo aver ricordato che “la particolarità dei rischi per la salute durante la gravidanza e il puerperio richiede che il DdL per questa Valutazione si avvalga sempre della professionalità del MC (vedi art. 29 comma 1) coinvolgendolo e responsabilizzando nella analisi dei rischi di tutti i posti di lavoro in cui è occupato personale femminile”.

    In questa valutazione, con l’obiettivo di salvaguardare una situazione particolarmente delicata come la gravidanza ed il periodo post parto-allattamento, “è necessario ricorre a l’uso di criteri di massima cautela”, ad esempio utilizzando “standard più restrittivi di quelli usati per valutare l’entità del rischio per gli altri Lavoratori”.
    Ad esempio “durante la gravidanza (in particolare nei primi mesi) può essere rischiosa l’esposizione a sostanze chimiche anche se sono in concentrazione che è stata valutata irrilevante per la salute” secondo quanto previsto dal D.Lgs. 81/2008”.
    Inoltre è “importante considerare e valutare in modo distinto il rischio durante la gravidanza e quello successivo, durante il periodo di post-parto-allattamento”.

    Per predisporre la sezione del documento di valutazione dei rischi (DVR) relativo alle lavoratrici gravide il DdL può procedere in questo modo:
    • in via preliminare “il DdL insieme al RSPP dovrà avere definito, almeno in linea generale, la struttura generale ed il contenuto di massima del DVR dell’Azienda, indicando quali sono i rischi principali presenti suddivisi in rischi di infortunio e rischi per la salute”;
    • nella ricognizione delle mansioni che comportano rischio per le lavoratrice gravide occorre tuttavia “tenere in debito conto anche di alcuni rischi infortunistici: p.e. mansioni che richiedono l’uso di scale portatili, mansioni che espongono a rischio di investimento da veicoli per i trasporti interni, ecc”;
    • “dopo avere individuati le mansioni e i relativi rischi, il DdL in collaborazione con il RSPP e con il MC dovrà valutare, pesare le caratteristiche di tutti i rischi presenti” (ad esempio secondo i criteri indicati nel Documento di Intesa o con criteri ancora più specifici);
    • i rischi saranno registrati indicandone la suddivisione in rischi ben noti e rischi che hanno necessità di analisi di approfondimento;
    • DdL, RSPP e MC, esamineranno ciascun rischio e, “nel caso vi siano esposte delle lavoratrici, provvederanno a classificarli anche come: a) rischi ben noti per gravidanza ; a1) rischi ben noti per gravidanza e per post- parto- allattamento ; b) rischi che hanno necessità di analisi di approfondimento per gravidanza ; b1) rischi che hanno necessità di analisi di approfondimento per gravidanza e post- parto- allattamento”;
    • in caso di “rilevazione di rischi per la gravidanza e per post- parto- allattamento che hanno necessità di analisi di approfondimento, bisognerà concludere con urgenza le verifiche necessarie per accertare o escludere il rischio per le Lavoratrici Gravide”.
  • DVR Rischio Chimico

    DVR Rischio Chimico

    Valutazione del Rischio Chimico



    Il Titolo IX, capo I del d.lgs. 81/2008 tratta la valutazione del rischio da esposizione ad agenti chimici pericolosi negli ambienti di lavoro.

    La valutazione deve considerare le principali vie di introduzione degli agenti chimici nel corpo umano, in particolare quella respiratoria per inalazione, e quella per assorbimento cutaneo. In caso di attività lavorative che comportano l’esposizione a più agenti chimici pericolosi, è necessario valutare il rischio risultante dalla combinazione di tutti gli agenti chimici.Se si avvia una nuova attività con presenza di agenti chimici pericolosi, è necessario svolgere preventivamente la valutazione del rischio, e attuare le relative misure di prevenzione.

    Se il risultato della valutazione svolta dimostra che, in relazione al livello, al modo e alla durata dell’esposizione ad agenti chimici pericolosi e delle circostanze in cui viene svolto il lavoro, vi è un rischio basso per la sicurezza e irrilevante per la salute dei lavoratori, e se si dimostra che l’adozione di misure generali di prevenzione è sufficiente a eliminare o ridurre il rischio, allora non è necessario adottare:

    • disposizioni in caso di incidenti o di emergenze
    • misure specifiche di prevenzione e protezione
    • sorveglianza sanitaria
    • cartelle sanitarie e di rischio.


    La valutazione va in ogni caso aggiornata periodicamente e ogni volta che intervengono mutamenti notevoli.
  • DVR Rischio Cancerogeno e Mutageno

    DVR Rischio Cancerogeno e Mutageno

    Valutazione Rischio Cancerogeno e Mutageno



    si indica che gli adempimenti previsti negli articoli 236 e 237 del Capo II (Protezione da agenti cancerogeni e mutageni) del Decreto legislativo 81/2008 “devono essere messi in atto dopo aver applicato in ordine gerarchico e per quanto tecnicamente possibile, le misure dell’articolo 235 (Sostituzione e riduzione):
    • “eliminazione o sostituzione dell’ agente cancerogeno o mutageno;
    • lavorazione in sistema chiuso;
    • riduzione dell’esposizione al più basso valore possibile e comunque non superiori ai VLE dell’Allegato XLIII”.


    Tuttavia l’introduzione dei Valori Limite di esposizione (VLE) non permette di garantire la tutela della salute dei lavoratori. Infatti nella Direttiva del Consiglio 90/394/CEE del 28 giugno 1990 - nei “considerando” che precedono l’articolato - si può leggere:
    • nonostante le attuali conoscenze scientifiche non consentano di fissare un livello al di sotto del quale si possono escludere rischi per la salute, una limitazione dell’esposizione agli agenti cancerogeni ridurrà nondimeno questi rischi;
    • per contribuire alla riduzione di questi rischi, occorre stabilire Valori Limite ed altre disposizioni direttamente connesse per tutti gli agenti cancerogeni per cui l’informazione disponibile, compresi i dati scientifici e tecnici, lo renda possibile.


    La valutazione del rischio, prevista all’articolo 236 risulta essere una valutazione dell’esposizione, i cui risultati devono essere riportati nel documento di valutazione dei rischi. In particolare la valutazione “deve conformarsi all’analisi di alcuni parametri e deve tener conto di tutti i possibili modi d’esposizione, compreso quello in cui vi è assorbimento cutaneo”.
  • DVR Radiazioni Ottiche Artificiali (ROA)

    DVR Radiazioni Ottiche Artificiali (ROA)

    Valutazione RIschi da Radiazioni Ottiche Artificiali (ROA)



    Nell’ambito della valutazione dei rischi da agenti fisici (art. 181), il DDL valuta e quando necessario, misura e/o calcola i livelli delle radiazioni ottiche a cui possono essere esposti i lavoratori.

    La metodologia da seguire deve rispettare le norme IEC per i laser e le norme CEN e le raccomandazioni della CIE per le radiazioni incoerenti.

    Il DDL deve valutare i rischi tenendo conto di:
    • Livello, gamma di lunghezze d’onda, durata dell’esposizione
    • Valori limite di esposizione
    • Qualsiasi effetto sulla salute e sulla sicurezza dei lavoratori risultante dalle
    • interazioni sul posto di lavoro tra le radiazioni ottiche e le sostanze chimiche fotosensibilizzanti
    • Qualsiasi effetto indiretto come l’accecamento temporaneo, le esplosioni o il fuoco
    • Esistenza di attrezzature di lavoro alternative progettate per ridurre i livelli di esposizione
    • Disponibilità di azioni di risanamento volte a minimizzare i livelli di esposizione
    • Informazioni adeguate raccolte nel corso della sorveglianza sanitaria, comprese le informazioni pubblicate
    • Sorgenti multiple di esposizione
    • Una classificazione dei laser secondo la norma IEC pertinente e, in relazione a tutte le sorgenti artificiali che possono arrecare danni simili a quelli di un laser della classe 3B o 4, tutte le
    • classificazioni analoghe.
    • j) Le informazioni fornite dai fabbricanti delle sorgenti di radiazioni ottiche e delle relative attrezzature di lavoro in conformità delle pertinenti direttive comunitarie.


    Se la valutazione dei rischi evidenzia il possibile superamento dei valori limite di esposizione, il DDL deve mettere in atto un programma di azioni che comprenda misure tecniche e organizzative destinate ad evitare esposizioni superiori ai limiti consentiti.
  • DVR Campi Elettromagnetici CEM

    DVR Campi Elettromagnetici CEM

    Valutazione dell'esposizione ai Campi Elettromagnetici



    Come avviene anche per altre tipologie di rischio, ai fini di una corretta ed efficace valutazione del rischio è necessario riferirsi al contesto tecnico normativo complessivo nel quale si inserisce lo specifico disposto normativo D.lgvo 159 del 1 agosto 2016 di recepimento della Direttive Europea 2013/35; è pertanto necessario fare riferimento all’intero quadro normativo che regolamenta l’esposizione umana a campi elettromagnetici nel nostro Paese, al cui interno si colloca il Titolo VIII Capo IV del D.lgvo 81/08 così come integrato dal D.lgvo 159 del 1 agosto 2016.
    I principali riferimenti della normativa italiana in tema di esposizione umana ai campi elettromagnetici sono riportati sinteticamente sono:
    • Legge 22 febbraio 2001, n.36 “Legge quadro sulla protezione dalle esposizioni a campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici”
    • Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 8 luglio 2003 “Fissazione dei limiti di esposizione, dei valori di attenzione e degli obiettivi di qualità per la protezione della popolazione dalle esposizioni a campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici generati a frequenze comprese tra 100 kHz e 300 GHz.
    • Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 8 luglio 2003 “Fissazione dei limiti di esposizione, dei valori di attenzione e degli obiettivi di qualità per la protezione della popolazione dalle esposizioni ai campi elettrici e magnetici alla frequenza di rete (50 Hz) generati dagli elettrodotti”
    • Decreto Legislativo 9 aprile 2008, n.81 “Attuazione dell'articolo 1 della legge 3 agosto 2007, n.123, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro”
  • DVR Rischio Microclima

    DVR Rischio Microclima

    Valutazione Microclima



    Il Titolo VIII del D. Lgs. 81/08 tratta i criteri per la valutazione dei rischi derivanti dagli agenti fisici, tra i quali: il rischio rumore, il rischio vibrazioni, da radiazioni ottiche artificiali (ROA), da campi elettromagnetici (CEM) e quelli derivanti dalle condizioni microclimatiche degli ambienti di lavoro. Inoltre il Titolo II del D. Lgs. 81/08 impone che i luoghi di lavoro siano conformi ai requisiti indicati nell’allegato IV del medesimo decreto, il quale, al punto 1.9, fornisce delle indicazioni sulla qualità di alcuni parametri microclimatici.

    Il “microclima” è il complesso dei parametri fisici ambientali che caratterizzano l’ambiente locale e che, assieme a parametri individuali quali l’attività metabolica e l’abbigliamento, determinano gli scambi termici fra l’ambiente stesso e gli individui che vi operano. Un microclima confortevole è quello che suscita nella maggioranza degli individui presenti una sensazione di soddisfazione per l’ambiente, da un punto di vista termo-igrometrico, convenzionalmente indicata con il termine “benessere termo-igrometrico”, ma più spesso indicata per brevità come “benessere termico” o “confort termico”. Tipicamente, dal punto di vista del microclima, in un ambiente di lavoro è possibile trovare due tipologie di ambienti: ambienti moderati e ambienti severi.
  • DVR Legionella

    DVR Legionella

    Valutazione Rischio da Legionellosi



    Come riportato nel D. Lgs 81/2008 e successive modifiche e integrazioni, il rischio di esposizione a Legionella in qualsiasi ambiente di lavoro richiede l‟attuazione di tutte le misure di sicurezza appropriate per esercitare la più completa attività di prevenzione e protezione nei confronti di tutti i soggetti presenti considerando che al Titolo X del suddetto D. Lgs 81/2008 la Legionella è classificata al gruppo 2 tra gli agenti patogeni.
    Le misure di sicurezza si dovranno realizzare a seguito del procedimento di valutazione del rischio, indicato sempre al menzionato Titolo X e si dovranno attuare in conformità ai disposti del Titolo I (del citato Decreto Legislativo) riferendosi a quanto riportato negli Artt. 15 e 18.
    L'elaborazione del documento si è basata sulle conoscenze presenti nella letteratura scientifica internazionale e ha tratto spunto anche da quanto riportato nelle linee guida prodotte a livello internazionale (WHO), europeo (EWGLI) e nazionale/regionale (Regione Emilia Romagna).
    Con il presente documento si intende quindi riunire, aggiornare e integrare in un unico testo tutte le indicazioni riportate nelle precedenti linee guida nazionali e normative, pertanto esso le sostituisce integralmente.

    Dato il numero elevato, non è qui possibile elencare tutte le attività lavorative che possono presentare un rischio di legionellosi: d‟altra parte la frequenza di questa patologia nei luoghi di lavoro non può essere facilmente stimata in quanto non sono disponibili statistiche.
    Il Decreto Legislativo 9 Aprile 2008, n. 81, le cui disposizioni costituiscono attuazione dell'articolo 1 della Legge del 3 Agosto 2007, n. 123, per il riassetto e la riforma delle norme in materia di Salute e Sicurezza delle lavoratrici e dei lavoratori nei luoghi di lavoro, mediante il riordino e il coordinamento delle medesime in un unico testo normativo, considera il rischio derivante da Legionella, nel suo Titolo X (Esposizione ad agenti biologici).
  • DVR Sismico

    DVR Sismico

    Valutazione Rischio Sismico



    Dopo aver dato informazioni sugli eventi sismici in Emilia Romagna del 20 e 29 maggio 2012, in un territorio non classificato sismico fino al 23 ottobre 2005 e dunque con costruzioni progettate senza norme sismiche, e del quadro normativo di riferimento post sisma, l’intervento riporta alcuni significativi articoli del Testo Unico in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro (D.Lgs. 81/2008), con riferimento anche agli “infortuni significativi”, ai lavoratori morti sotto i crolli dei capannoni industriali a causa del sisma del maggio 2012:
    • Art. 17, c. 1: “Il datore di lavoro deve effettuare la valutazione di tutti i rischi”
    • Art. 29, c. 3: “la valutazione dei rischi deve essere immediatamente rielaborata…a seguito di infortuni significativi. A seguito di tale rielaborazione… il documento di valutazione dei rischi deve essere rielaborato…nel termine di 30 giorni dalle rispettive causali”.
    • Art. 63, comma 1 “I luoghi di lavoro devono essere conformi ai requisiti indicati nell'Allegato IV” Allegato IV, punto 1.1.1 “Gli edifici che ospitano i luoghi di lavoro o qualunque altra opera e struttura presente nel luogo di lavoro devono essere stabili e possedere una solidità che corrisponda al loro tipo d'impiego ed alle caratteristiche ambientali”.
    • Art. 64 comma 1, lettera c) “Il datore di lavoro provvede affinché i luoghi di lavoro ...vengano sottoposti a regolare manutenzione tecnica e vengano eliminati, quanto più rapidamente possibile, i difetti rilevati che possano pregiudicare la sicurezza e la salute dei lavoratori”


    Fatte queste premesse l’intervento sottolinea quanto sia quindi importante:
    • “valutare la vulnerabilità/sicurezza sismica della struttura e degli elementi non strutturali ed eventualmente programmare interventi idonei in caso di criticità riscontrate (integrare il Documento di Valutazione dei Rischi (DVR) con il rischio sismico);
    • "redigere specifiche procedure di intervento in caso di emergenza sismica (integrare i Piani di Emergenza)”.

    Si ricorda, a questo proposito, che anche le “procedure standardizzate” per la valutazione dei rischi e per la elaborazione del DVR, tra i pericoli presenti in azienda - elencati nel modulo 2 – riportano i terremoti.
  • DVR Videoterminalisti

    DVR Videoterminalisti

    Valutazione dei Rischi per i Videoterminalisti



    Il lavoro al videoterminale può comportare un pericolo per la salute in relazione alle caratteristiche del posto di lavoro e dell'ambiente, alla durata dell'esposizione, alle caratteristiche del lavoro svolto oltre a quelle dell' hardware e/ del software I disturbi riscontrabili possono essere: disturbi all'apparato visivo dovuti essenzialmente ad un'elevata sollecitazione e all'affaticamento degli occhi, dolori al collo e alle articolazioni imputabili alle posture non corrette tenute durante l'attività o derivanti dalla postazione di lavoro non ergonomica, stress psicofisico dovuto all'utilizzo di software non adeguati o a un eccessivo carico di lavoro.

    Gli obblighi previsti dal presente allegato si applicano al fine di realizzare gli obiettivi del titolo VII.
    I requisiti minimi previsti dal presente allegato si applicano anche alle attività di cui all’articolo 3, comma 7.
 

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